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I soli soldi non ci servono. Ho imparato, attraverso il programma, attraverso i vari processi di cambiamento che si impongono per tornare ad una vita "normale",alla capitolazione del mio essere in fase di accettazione della malattia, a dare non più un costo ma un valore a tutto ciò' che mi circonda e prima ancora alla mia vita. Nel periodo antecedente il mio recupero, i soldi (o il danaro che dir si voglia) si alternavano nella classifica delle priorità , tra il primo e il secondo posto, a seconda delle situazioni: se avevo sufficienti scorte alcoliche il danaro veniva in secondo luogo ed il primo in classifica era l'alcool, contrariamente, se non avevo scorte, la priorita' andava al denaro ( o ai soldi) per procurarmi da bere, e tutto il resto erano solo interferenze tra me, l'alcool e il danaro.
Certo era una bella lotta quotidiana che, ripensandoci ora dopo un po’ di 24 ore al mio attivo, a volte mi fa sorridere della mia stoltaggine ma sempre mi ricorda quanto siamo capaci ( plurale maiestatis ) di complicarci la vita e come ci gongoliamo nella nostra malattia. Il recupero personale, dettato da un barlume di buon senso dopo anni di alcolismo attivo, ha fatto si che anch'io fossi toccato dalla mano di Dio e non vi nascondo che all'inizio sembrava che mi affondasse ancora di più di quello che consideravo il mio fondo, ma senza avere la presunzione di chiedergli il perché e affidandomi completamente al disegno che era tracciato per me ( la Sua volontà) ho risalito e sto risalendo la china con in mano uno status vivendi completamente in armonia con il mondo. Attraverso il servizio in AA ho avuto modo di sviluppare ancora di più questo senso di mutazione dei valori, quel applicarsi a fare qualcosa che non richiede compenso ma che, se capisci cos'è AA, di ritorno hai dei valori inestimabili che nessuna cassaforte al mondo può contenere. Le radici dell'amore per l'amico che soffre ancora partono dal cuore e non c'è denaro che possa comprare la sua attenzione verso la sobrietà ma esistono dei canali di comunicazione che, se ben alimentati, ci permettono attrattivamente di raggiungere la scopo della 5° tradizione. Non più di una settimana fa ricevo una telefonata da un assistente sociale, la quale ha trovato il mio numero sul sito e dopo una lunga conversazione riguardo l'attività della nostra associazione, mi espone il caso di una donna che............( inutile che continui). Per farla breve questa donna è venuta al mio gruppo fisico, ne è rimasta entusiasta, ha condiviso la sua malattia ed ha cominciato le sue 24ore. Le auguro con tutto il cuore di continuare cosi, anche perché da quella riunione in poi lascio gestire la cosa a chi e' più in alto di me.( P.S.) Questo lo porto come esempio materiale per dire che attraverso il sito forse un'amica riesce a recuperarsi, già! ma come sta in piedi il sito? Certo attraverso la settima che quando posso invio o do nelle varie occasioni di raduni vari. Ma in realtà quando " verso" verso soldi? Beh! devo dire la verità che non mi sembra di versare soldi!!!!!! Aggiungo amore, speranza, solidarietà per una causa che sposo in pieno. Per cui, a tutti coloro che "versano" solo per zittire la loro coscienza o per non essere da meno, consiglio di non dare soldi, ma cominciare a considerare il fatto che in AA i soldi sono un qualcosa che si fonde con lo spirito di condivisione ed in questo caso la sobrietà. Questa ragnatela che quotidianamente tessiamo per farci conoscere, perché l'amico in difficoltà possa anche lui avere il sacrosanto diritto di vivere la sua vita "normale", la tessiamo a suon di "euro"che, una volta versati nella settima scorrono nelle vene dell'associazione fino a nutrire le radici del nostro amore per la vita, nostra e di chi ne ha bisogno.
Come sempre Vi abbraccio.
Giorgio alcolista. |