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Sembra che, ad un certo punto della vita, tutti i cordoni ombelicali che mi legano alle situazioni ed alle persone, si spezzino e che finalmente gli orizzonti verso la libertà si aprano sconfinati ai miei occhi e mi invitino a scoprire le ombre di un mondo che si affaccia nuovo, con un fascino travolgente e coinvolgente al punto che, incurante del pericolo, come guerriero dal passo fermo e scadenzato, proseguo il mio cammino fino a far parte delle ombre stesse. Il buio non mi fa paura, anzi mi copre, alleandosi con me di modo che il nemico non mi veda, rimanendo appostato e pronto a colpire con i più cupi sentimenti di odio verso chi o cosa dovrò combattere, anche se a volte mi sfugge il vero significato di questa guerra. Già':" combattere". E' il mio credo, sono nato cosi; combatto fedele alla mia natura perché la natura mi ha dotato di questo istinto che non è da tutti, io trovo il nemico anche in chi nell'ombra non vive e la strategia bellica m'impone la rappresaglia, devastante ,duratura ,definitiva.
Il tempo mi darà ragione, avvalorerà i motivi e le azioni attraverso le quali mi rendo conto che solo io ho dei sentimenti ideali e tutto il resto del mondo non è altro che un ammasso di un inutile agglomerato umano che intralcia il sentiero verso la vittoria. La patria gloria che alberga in me aumenta di giorno in giorno quando una battaglia è vinta, quando con astio e risentimento, odio e disprezzo schiaccio gli animi ribelli ma non solo ribelli, ma che si ribellano ai mie voleri, che passano dall'altra parte della barricata, che incuranti della forza mi contraddice, mi sfidano e infine .......perisce! Poveracci, non si rendono conto del male che si fanno, la guerra ferisce non solo il corpo ma anche gli animi e loro non lo capiscono e continuano imperterriti a combattere sapendo che è una guerra persa in partenza. Siamo troppo forti e l'esercito che ci sostiene è troppo grande perché si possa perdere. E' uno schieramento in composizione mista dove l'unità e la strategia non permettono sbagli. Il cammino, anche se lungo, lo percorro con la stessa cadenza e determinazione, vanesio del risultato che sommo e è ormai tangibile e palpabile: basta voltare lo sguardo all'indietro per renderci conto che ormai la guerra è vinta, non fosse solo per la conquista di alcune roccaforti ancora da espugnare, ma ormai il grosso è fatto, il dardo è tratto , la missione quasi compiuta. Ma come tutti gli sforzi finali, la fatica diventa maggiore ed il peso del cammino comincia a farsi sentire quasi ad incidere sulle mie convinzioni, sui miei ideali, quasi a farmi riflettere sugli atti compiuti. Il valore delle azioni comincia a traballare. Che valore posso dare a questo valore? Intrinseco? Non ne ha! Spirituale? Tanto meno! Le domande cominciano una danza frenetica che devastano il morale generale, i primi tentennamenti aleggiano nelle ombre della notte che, buia e lunga nei suoi minuti, mi fà riflettere sulle conquiste quasi a cercare di riportare serenità nell' animo per avere la forza di arrivare alle ultime roccaforti che, a prima vista, non sembrano avere il fascino di altre conquiste, anzi, sembrano ossari privi di interesse: ma la patria gloria è ancora li, e non sarà facile fermarsi. Alcuni, delusi, periscono di mano propria: una sentinella del mondo ha abbandonato la sua postazione abusivamente, ma so perdonare chi, per valore e gloria esercita il libero arbitrio. Si impone una sosta, come altre volte una pausa di riflessione può schiarire i pensieri e dissolvere ombre nelle ombre, perché e' qui che sono arrivato: a combattere le ombre delle ombre, nel buio più totale, volteggiando nelle ipotetiche teorie di una logica distorta da un nemico troppo forte che ci ha colpiti nel più profondo del nostro essere, in silenzio, senza pretese,con una forza grande tanto quanto lo e' la patria gloria. Fermi, sono fermo e sconcertato da questo prendere atto della situazione che non mi aggrada, ma allo stesso tempo mi fa riflettere sui tempi di questa guerra che lunghi ed estenuanti mi hanno portato alle calende greche, e le conquiste cominciano ad avere lo stesso valore di un granello di sabbia perso in una clessidra. Angoscia, disperazione e umiliazione si plasmano agli animi dei valorosi quasi a lavare l'onta del valore presunto tale ma che in realtà valor non è. Consere le armi! ed insieme a loro anche i sentimenti, i finti valori, le convinzioni, glionori, alzo lo sguardo a chi di guerra non vuol sentir parlare, dandola vinta ai detentori di quelle ultime roccaforti che non mi interessano più, torno sui miei passi e curo i feriti che, a conti fatti non son nemici solo perché ci portavano un raggio di luce nel paese delle ombre, Torno da dove sono venuto con la sconfitta sulle spalle ma con l'onore di chi ha salva la vita e per la vita oggi lotta nel bene comune di un esercito di vinti, forti di un amore immenso per chi nel buio di un ombra cerca le sue vittorie. Senza onore e senza gloria,
Giorgio alcolista |