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Scritto da Mimmo   
Venerdì 20 Novembre 2009 13:23

Poche volte nella vita mi capita di sentire le emozioni che spesso sento durante le riunioni del gruppo che mi ha ridato la vita.

Proprio questa sera è stata proposta una lettura che mai io avrei pensato di proporre, ma a pagina 303 del grande libro c'è una frase che parla di me (e certamente di molti altri) che mi ha fatto pensare.

L'amica che testimonia dice: “E' una cosa da niente smettere di bere – pensavo- adesso mi addormenterò e domani tutto sarà finito. Sarebbero finite tutte le bassezze, le menzogne e la continua tentazione che mi tormentava l'anima”.

La frase è arrivata dapprima come un pugno nello stomaco. Ricordi angoscianti mi sono tornati nella mente. Andare a letto la sera con la testa confusa ripromettendomi di smettere di bere era ormai diventata la routine quotidiana, come lavarsi i denti. Purtroppo in fondo sapevo bene che l'indomani nulla sarebbe cambiato e che alle prime luci dell'alba l'incubo sarebbe ricominciato.

mascheraLe mie giornate finivano e cominciavano con una menzogna. Non una menzogna qualsiasi, ma qualcosa a cui io ero il primo che ci voleva credere, perché certamente mi rendevo conto che la mia vita stava andando a rotoli.

L'amaro ricordo si trasforma però nella dolce sensazione che tutto sarebbe potuto cambiare se solo lo avessi voluto e desiderato.

Oggi mi capita di andare a letto con la paura che la serenità vissuta durante la giornata, alle prime luci dell'alba possa scomparire. Però oggi sono consapevole che se mantengo alto il desiderio di rimanere emotivamente sobrio, con l'aiuto del programma posso farcela. Oggi come allora dipende da me orientare la mia vita. E' una mia responsabilità.

Il programma!! Questa parola di cui spesso riempio le mie testimonianze, ma che troppo spesso rimane segregato all'interno della stanza.

Che cosa significa per me fare programma? Innanzi tutto comprendere a fondo il primo passo: ammettere la mia impotenza... non solo di fronte all'alcol, ma di fronte alle mie dipendenze affettive, alle mie dipendenze economiche, alle mie aspettative sugli altri. In una parola ACCETTARMI.

Accettarmi per quello che sono con i miei pregi ed i miei difetti. Per tanti anni ho cercato di calzare delle maschere. Ho cercato di essere qualcuno che non ero per illudermi di essere amato da quelli che mi stavano intorno come in un triste gioco pirandelliano in cui mi sentivo sempre e comunque inadeguato e solo.

In fondo mi sentivo inadeguato perché non riuscivo ad essere quello che non sono. Sembra una banalità ma oggi ritengo che questo sia stato il motivo principale che mi ha portato alla depressione ed all'alcolismo.

Accettarmi ed amarmi per quello che sono è stato un passo molto difficile, ma mi ha cambiato la vita. Ho dovuto ammettere che io non essendo il creatore dell'universo, non potevo insegnare a Dio il suo mestiere. Pertanto se Lui mi ha fatto così con limiti e pregi, avrei dovuto individuare i primi per valorizzare i secondi.

Quanta pazienza ha avuto il mio Potere Superiore (che io chiamo DIO) con me. Quante volte l'ho insultato pretendendo di essere migliore di Lui con la convinzione che nella mia vita aveva sbagliato tutto.

Quante volte l'ho sfidato a farsi vedere ed a risolvere i guai della mia vita. Oggi penso che anche quella era una preghiera. Infatti è stata esaudita. La soluzione ai miei problemi è stata “l'alcolismo” e AA.

Certamente io non avrei scelto di essere alcolista, ma oggi mi rendo conto che è un grandissimo dono essere alcolisti in recupero nell'associazione.

Nella nostra rivista c'è scritto “Amico … parlami di te perché io possa conoscermi”. Mai avrei pensato che ascoltando gli altri avrei potuto capire tante cose di me

Invece è proprio così: ho dovuto imparare ad ascoltare, perchè proprio dalla bocca di chi ti parla può arrivare una frase che illumina il mio cammino. Condividere le mie esperienze con altri alcolisti ha illuminato quanto si trova in me. Mi ha fatto conoscere una persona che non pensavo potesse esistere seppellita sotto quelle decine di maschere che quotidianamente mi buttavo addosso e che ormai erano divenute troppo pesanti da portare.

Oggi quella persona vive i propri limiti senza condannarsi e cerca di utilizzare al meglio i propri pregi per poter trascorrere serenamente le 24 ore che tutti i giorni gli vengono offerte. Si ama ed è amata esclusivamente per quello che è.

Serene 24 ore a tutti.