Assioma spirituale PDF Stampa E-mail
Scritto da Mimmo   
Lunedì 19 Ottobre 2009 16:18

“E' un assioma spirituale che ogni volta che siamo turbati, non importa quale ne sia la causa, c'è qualcosa di sbagliato in noi”

Mi sono chiesto cos'è un assioma, e su “wikipedia” ho trovato che “un assioma è una proposizione o un principio che viene assunto come vero perché ritenuto evidente o perché fornisce il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento”
Perchè Bill ha usato questo termine? Evidentemente era fermamente convinto di quello che diceva e che era ormai giunto il momento di smettere di scaricare addosso agli altri i suoi (miei) malesseri.
Accettare questo principio come un assioma non è per niente facile. Ci sono momenti, come quello che sto vivendo adesso, in cui mi sembra che la colpa del mio malessere sia da ricercare unicamente nelle parole e nei gesti degli altri. In fondo questa è la via più facile da seguire, ma anche la più insidiosa.

Ripulito
É più facile perché dare la colpa di tutto agli altri, vicini o lontani, mi libera da ogni responsabilità e mi da quindi l'autorizzazione morale a fare qualsiasi cosa, dal bere fino alla fuga mentale o geografica dalla realtà in cui vivo.
Se non mi metto a guardare seriamente ed onestamente dentro di me, il risultato è effettivamente sempre lo stesso: dare la colpa agli altri. Del resto se sono occupato a guardare fuori, come posso vedere cosa c'è in casa?
Ecco quindi che allo sfinimento delle energie mentali, quando tenere il muso con i familiari non porta a niente, solo a stare ed a fare più male, si rende necessario una inversione della direzione in cui guardare.
Ogni giorno ho la responsabilità di cercare di stare bene. Lo devo fare per me, per amarmi, perché non voglio più soffrire come ho fatto in passato. Ogni giorno cerco di imparare ad accettarmi e, se sono onesto, ad eliminare certi miei difetti.
Se comincio veramente a guardare dentro di me mi accorgo che certi malesseri sono causati essenzialmente dal cercare di adattare gli altri alla mia personalità. Mi faccio delle aspettative sui comportamenti altrui e se non corrispondono ai miei canoni, ecco che mi sento tradito e non amato.
A ben guardare il mio problema è sempre questo... sentirmi non amato. A guardare ancora meglio il problema è che gli altri non mi amano come vorrei io. Io devo sempre essere il centro delle attenzioni di chi mi deve amare. Alla fine dei discorsi io devo essere il centro delle attenzioni di tutti nei tempi e nei modi che io stabilisco e se non succede cado in depressione.
Solo quando riesco a scendere dal piedistallo che mi sono creato comprendo che gli altri mi amano. Non come vorrei io ma come riescono a fare al meglio delle loro possibilità... esattamente come io amo gli altri, al meglio delle mie possibilità. Quindi perché devo stare male se tutto rientra nella normalità? Torna il fatto che se sono turbato c'è qualcosa di sbagliato in me.

Un bel bagno di umiltà rimette sempre a posto le cose. Parlare, chiarirsi, mettere a nudo i miei difetti mi aiuta certamente a smontare certe elucubrazioni mentali che mi buttano nello sconforto.
E' proprio vero. Se sono turbato devo cercare di individuare dentro di me la strada migliore per stare meglio e nel nostro programma ci sono parecchie indicazioni per la via della serenità

 

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Ottobre 2009 05:58